L’importanza del “pensiero verde”

Tra le varie forme di intelligenza messe in evidenza dallo studioso della mente Howard Gardner, ne troviamo una che spesso viene sottovalutata: l’intelligenza “naturalistica”.

L'importanza del pensiero verde

In un’epoca come la nostra, l’intelligenza naturalistica (Gardner, 1987) assume un’importanza particolare. D’altra parte è una forma di intelligenza che, per potersi esprimere al meglio, deve trovare un terreno favorevole ed essere coltivata nel corso della crescita dell’individuo. È stato, infatti, messo in luce come il sentimento di continuità con la natura generi risposte fisiologiche e psicologiche positive negli esseri umani, inclusa la riduzione dello stress e una corroborante sensazione di benessere (Lewis, 1996). Inoltre, sono ormai decine e decine gli studi che mostrano come i giochi e le attività nell’ambiente naturale siano molto amati dai bambini e ne stimolino lo sviluppo.

PER UNA SENSIBILITÀ VERDE

Anche se l’intelligenza naturalistica e la sensibilità nei confronti della natura si sviluppano sin da bambini, tuttavia, spesso e volentieri, il tipo di vita e di ambiente in cui sia adulti che bambini sono inseriti contrasta e rende difficile il realizzarsi di questo rapporto con il mondo naturale circostante. Già alcuni decenni fa, proprio in riferimento ai bambini, il celebre architetto, urbanista, e pensatore anarchico britannico Colin Ward scriveva che nella società contemporanea ai bambini viene sempre più spesso impedito di uscire di casa, di giocare liberamente in strada e nel verde come avveniva un tempo, di usare la bicicletta o di camminare da soli magari per raggiungere la propria scuola, in breve di fare quelle importanti esperienze che consentono anche di raggiungere indipendenza e autonomia nel movimento. Ward riteneva che gli adulti dovessero essere considerati responsabili di aver realizzato dei centri urbani invasi dal traffico, progettati per rispondere prevalentemente ai bisogni degli automobilisti e, in quanto tali, fonte di rischio per i bambini che sarebbero sempre più indirizzati verso un modello di società consumistico, tipico degli adulti, che li tiene in casa davanti a televisori e videogiochi invece che all’aria aperta e nella natura.

Quanto sia importante nella vita e nella crescita dei bambini il rapporto con la natura emerge chiaramente da tutta una serie di esperienze reali che originariamente hanno riguardato soprattutto il nord europa (culturalmente più attento di noi al benessere ecologico degli individui). In Norvegia, per esempio, la vita all’aria aperta, a stretto contatto con la natura, fa parte dell’educazione e delle politiche pubbliche. Basti pensare al caso dello skårungen kindergarten, uno dei primi asili nido “outdoor” in norvegia, attivo sino dal 1996. Questo si trova sull’isola di Bragdøya e viene raggiunto ogni giorno dai bambini e dalle loro maestre in barca. (...)

Questo testo è tratto dall'articolo di Albertina Oliverio
presente nel numero 251 della rivista.
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