L’immaginazione nei bambini

Il bambino è ricco di creatività, ma per capirla a fondo dobbiamo evitare di fare di lui un adulto incompiuto e cercare di entrare nelle sue coordinate di esperienza e di rielaborazione del mondo

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Molti adulti sono convinti che non sia possibile parlare di creatività nei bambini, tanto più nei piccoli che frequentano la scuola per l’infanzia. Purtroppo è ancora diffusa la convinzione che il bambino sia un adulto imperfetto e incompiuto, che non abbia ancora sviluppato le capacità di pensiero e di ragionamento dell’adulto; si ritiene, quindi, che egli non possa ancora esprimersi in modo creativo, come avviene invece nell’adulto nell’invenzione letteraria e artistica, oppure nel pensiero astratto o logico-formale, o ancora nell’invenzione tecnologica. Di conseguenza, la creatività sembra qualcosa di molto lontano dal modo di pensare caratteristico del bambino, e viene per lo più associata all’attività dello scienziato, per esempio del biologo che scopre un nuovo farmaco o del fisico che sviluppa una nuova teoria sull’universo, o a quella del letterato che scrive un romanzo di successo, del pittore che innova l’arte del suo tempo, del tecnico che inventa un nuovo dispositivo. 

Per cogliere e comprendere la creatività infantile, dunque, bisogna anzitutto uscire da questi stereotipi e guardare al bambino – e ovviamente alla bambina – in maniera diversa e con occhi nuovi: per restare in tema, con occhi maggiormente creativi. I piccoli, infatti, non sono copie incompiute degli adulti, ma esseri con una particolare rappresentazione del mondo e del rapporto tra sé stessi e la realtà esterna, e di conseguenza con modalità di ragionamento proprie che presentano caratteristiche peculiari. Come vedremo, queste caratteristiche favoriscono per molti aspetti la creatività, che paradossalmente rischia di perdersi in seguito, se non è coltivata, quando il bambino diventerà adolescente e poi adulto. Pertanto, riconoscere la creatività infantile consente anche di valorizzare il suo modo di ragionare, sebbene diverso da quello adulto, e per far sì che la sua creatività non si perda nel tempo, ma si trasformi con il mutare delle modalità di pensiero e vada a permeare anche il ragionamento logico. (CONTINUA...)

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Questo articolo è di Silvia Bonino ed è presente nel numero 274 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto