L'evento della maternità

Non è necessario diventare madri per essere madri. Una cosa che le generazioni più recenti dovrebbero ricordare e vivere maggiormente dentro di sé, a cominciare dal periodo della gravidanza.

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Amelia, mitica professoressa che ha fatto il Sessantotto, ha quattro deliziose nipoti, di età compresa tra i 26 e i 32 anni, ma nessuna di loro contempla, nella propria impegnatissima vita, la prospettiva materna. Una è ricercatrice universitaria, l’altra farmacista, la terza è all’estero per uno stage, mentre la più grande otterrà tra poco un importante incarico manageriale. Solo quest’ultima, forse perché giunta alla fine della scalata professionale, si sta interrogando sulla parte di sé rimasta in ombra.

Se il nostro Paese è agli ultimi posti nelle statistiche demografiche, non dipende certo da cattiva volontà. I motivi che disincentivano le nascite sono tanti (crisi economica, disoccupazione, precarietà, costo degli alloggi, disintegrazione della famiglia), ma non sufficienti. In fondo, anche in periodi più difficili, come nel primo dopoguerra, le coppie non hanno rinunciato a mettere al mondo bambini. Dobbiamo dunque pensare che esistano anche motivazioni psicologiche, e proprio su queste interrogarci. Benché non siano evidenti e misurabili come quelle sociali, risultano tuttavia altrettanto determinanti. (CONTINUA SULLA RIVISTA...)

Questo testo è tratto dall'articolo di Silvia Vegetti Finzi
presente nel numero 261 della rivista.
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