Le emozioni nella coppia

Spesso il linguaggio non-verbale pregiudica i nostri rapporti di coppia quanto o addirittura più di ciò che con il partner ci diciamo. 

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ll linguaggio non-verbale ha la stessa influenza di quello verbale. Oltre le parole, infatti, esiste un mondo nascosto a cui è importante prestare la massima attenzione. Sappiamo bene quanto ogni espressione facciale, gesto, postura o tono di voce funga da stimolo per il nostro interlocutore, e viceversa. Chi ci sta attorno coglie questi segnali che “parlano di noi” e può scegliere se proseguire la conversazione oppure abbandonarla. Questo accade in modo particolare quando abbiamo a che fare con un rapporto di coppia. La modalità non-verbale di trasferire i sentimenti gioca un ruolo importante nelle nostre relazioni più intime. I dati parlano chiaro.

Sulla base degli studi dello psicologo Paul Ekman, John Gottman dell’Università di Washington e Robert Levenson dell’Università di Berkeley hanno svolto una ricerca durata ben quattro anni: un’indagine su un campione di coppie volta a scoprire quali comportamenti verbali e non-verbali le caratterizzassero con maggiore frequenza, e quali di questi fossero correlati al benessere emotivo oppure predittivi dell’eventuale termine della relazione. Dall’attenta lettura dei dati statistici è emerso che le coppie sposate che manifestavano micro-espressioni facciali di disprezzo e disgusto nei confronti del partner avevano poi divorziato nell’arco temporale fra i 4 anni e i 6 anni (questi dati sono emersi da uno studio follow-up, effettuato circa sei anni dopo, descritto nel dettaglio nel manuale Why marriages succeed or fail: What you can learn from the breakthrough research to make your marriage last di John Gottman).

Il disgusto è un’emozione legata alla repulsione sensoriale e cognitiva, per cui chi lo prova tende a spostarsi e allontanarsi da un oggetto (o da una persona, o da un pensiero espresso da qualcuno) che ritiene “velenoso” o contaminante. Il palesarsi di questa emozione, specie nella sfera sessuale, disinnesca ogni eventuale attrazione fisica nei confronti del partner e annulla in maniera drastica la libido. Crea insomma una distanza, sia fisica che mentale tra i partner: la coppia smette di parlare e la comunicazione diventa via via povera, superficiale e svolta per dovere (e non per voglia o piacere). (continua sul cartaceo...)

Questo testo è tratto dall'articolo di Diego Ingrassia
presente nel numero 259 della rivista.
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