La teoria del parcheggio libero

È meglio parcheggiare la macchina a un chilometro di distanza o cercare un posto più vicino, sia pure con l’eventualità di non trovarlo? Insomma, meglio accontentarsi o cercare sempre l’optimum per noi? Ecco vantaggi e svantaggi delle due opzioni.

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Janis Joplin, la famosa cantante rock americana, un giorno durante un’intervista disse: «Tu sei definito da ciò di cui ti accontenti». In altre parole, se ci accontentiamo, di fatto rinunciamo a esprimere il nostro potenziale.

Thich Nhat Hanh, il famoso monaco vietnamita, dal canto suo affermò: «Il miracolo non è quello di camminare sulle acque, ma di camminare sulla terra verde nel momento presente e di apprezzare la bellezza e la pace che sono disponibili ora». In altre parole, per essere felici dobbiamo imparare ad accontentarci di ciò che abbiamo.

Ecco, sono appassionato di crescita personale da ormai diciassette anni, ma non ho mai trovato un libro che spiegasse in maniera convincente questa contraddizione. Da una parte, ci invitano a vivere senza rimpianti, a porci obiettivi ambiziosi, a non accontentarci mai della mediocrità. Dall’altra, ci viene consigliato di praticare la meditazione mindfulness, vivere nel momento presente ed essere grati per quello che abbiamo già. Quindi? Ci dobbiamo accontentare, rischiando di vivere nel rimpianto, o dobbiamo ambire sempre e comunque al meglio, rischiando una vita di frustrazioni?

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Questo articolo è di Andrea Giuliodori ed è presente nel numero 267 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto