La televisione e l’illusione della competenza

Una delle contraddizioni della tv: poter informare su tutto, ma poi in realtà selezionare in base a ciò che fa più share.

la-televisione-e-l'illusione.png

 PUNTO PRIMO, LA TELEVISIONE È SEMPRE.  La televisione insiste in modo continuativo nel trasmettere informazioni alla sua audience. Deve farlo perché l’alternativa sarebbe perdere il controllo sull’attualità. Ipotesi da non prendere nemmeno in considerazione per un media che vive in profonda simbiosi con il presente. L’attualità è nata prima della TV, ma era più lenta, forse più imprecisa, sebbene questo non possiamo dirlo con certezza. Prima con i giornali, poi con la radio, dopo con la TV e adesso con Internet, l’attualità è diventata sempre più rapida nel manifestarsi agli uomini. Nei secoli passati bisognava aspettare molto prima di venire a conoscenza di una notizia lontana. Oggi, invece, un avvenimento tanto sensazionale apre il TG della sera o forse avrebbe addirittura la dignità per essere trasmesso in diretta a reti unificate. Inseguire l’attualità per non morire di vecchiaia, questo è il destino della televisione. La conseguenza è che l’attualità non basta mai. Ne serve tantissima per riempire tutti i buchi della programmazione televisiva quotidiana. Allora “si copia e si incolla”, spostando di poco il punto di vista e finendo per proporre, tanto spesso, aria fritta.  (CONTINUA...)

Premium

Vuoi leggere la versione completa dell’articolo?

Accedi al sito se hai già un abbonamento alla rivista oppure personalizza il tuo piano e abbonati subito.

Accedi

Questo articolo è di Francesco Boz ed è presente nel numero 273 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto