La psicoterapia come tecnologia artistica

Una psicoterapia equilibrata è chiamata a contemperare il rigore di metodiche e protocolli con l’intuizione creativa che le permetta di aderire di più alla originalità del paziente.

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"Il rigore da solo è la morte per asfissia, ma la pura creatività è follia", affermava Gregory Bateson. Eppure, nell’ambito della psicoterapia continuano a contrapporsi due fazioni opposte. La prima fazione è rappresentata da coloro che ritengono che ogni psicoterapia debba sempre essere un atto creativo, cucito su misura su ogni singolo individuo, come nel caso dei grandi terapeuti Milton Erickson, Virginia Satir e Carl Withaker; la seconda fazione è propria di quegli studiosi che ritengono invece indispensabile standardizzare e manualizzare in maniera precisa gli interventi terapeutici, come Albert Bandura, Aaron Beck e Richard Lazarus. (CONTINUA...)

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Questo articolo è di Giorgio Nardone, Roberta Milanese ed è presente nel numero 274 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto