La paura ha mille volti e una sola mente

Ricerche recenti ci mostrano come i pregiudizi e le paure dell’estraneo, di restare soli e dell’ignoto abbiano tutti la stessa base. Sono, cioè, manifestazioni differenti di un’unica proprietà della mente: quella di proteggerci dai pericoli. Che essi siano reali o presunti, basta che la nostra mente creda in loro.

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Quando ho iniziato a studiare psicologia, nei primi anni Ottanta, ero attratto dall’apprendimento e dalle leggi della percezione. Per i lettori della rivista che non hanno familiarità con queste ultime si tratta di una serie di “fattori” che descrivono come la nostra mente organizza la percezione in un processo unitario e coerente.

La percezione non è un processo passivo, come ci si potrebbe attendere, ma è attivo e subordinato a principi organizzativi generali che prendono appunto il nome di “leggi della forma” o Gestalt. Un esempio è la legge della “chiusura”, per cui tendiamo a percepire come chiuse figure che in realtà non lo sono, per esempio due semicerchi distanziati di poco. Oppure tendiamo a “unire i puntini” per dare significato alle forme e, in generale, a coglierne sempre l’insieme unitario “ricomponendo” segmenti che si strutturano in un legame ben equilibrato.

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Questo articolo è di Giovambattista Presti ed è presente nel numero 266 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto