La paura dello sporco

Alcuni genitori vestono i loro figli con abiti griffati e costosi, e finiscono per inibirli inducendo in loro la paura di macchiarsi.

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Come tutti gli educatori sanno, i bambini spesso presentano delle paure. Queste paure creano disagio negli adulti, che vorrebbero i bambini sempre sereni. In realtà la paura segnala a tutti noi, bambini e adulti, un pericolo e, come tale, può svolgere, a certe condizioni, una funzione positiva. È il caso della paura di cadere e di quella, collegata, del vuoto, che ci segnalano un rischio per la nostra stessa incolumità fisica. La prima è presente già nei neonati, a testimonianza di come esistano paure a base innata, che non sono frutto di apprendimento. Anche la paura del vuoto compare molto presto, come hanno dimostrato gli esperimenti sulla percezione della profondità realizzati tramite il “baratro visivo”.

In essi un bambino veniva posto su un piano di vetro trasparente, a cui aderiva solo per metà una scacchiera, dando l’impressione visiva di un pavimento; nell’altra metà del vetro la scacchiera era posta molto più in basso, dando l’impressione visiva del vuoto, anche se la superficie era percorribile grazie alla solidità del vetro. Negli esperimenti, bambini dai 6 ai 14 mesi, posti sul vetro sul quale potevano gattonare, rifiutavano di proseguire oltre il bordo del finto baratro, anche se potevano toccare con le mani e il corpo la solida superficie di vetro. Se però dall’altra parte del finto abisso c’era la mamma che rassicurava con espressioni e tono di voce adeguati e invitava a proseguire, la maggior parte dei bambini riusciva a superare la paura del vuoto e percorreva la superficie trasparente per andare a raggiungerla. 

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Questo articolo è di Silvia Bonino ed è presente nel numero 277 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto