La gestione delle emozioni: la Rabbia

Ci sono casi in cui è utile sfogare la propria rabbia, ma ce ne sono tanti altri in cui si dovrebbe attingere a forme di “creatività emotiva” per evitare il conflitto.

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La natura della scrittura su carta stampata, insieme a ragioni legate alla programmazione editoriale, determina tempi molto diversi da quelli della scrittura istantanea, figlia degli strumenti digitali che ognuno di noi porta in tasca e della gestione un po’ nevrotica del tempo alla quale siamo ormai abituati. Così, dal momento in cui io sto scrivendo all’istante in cui voi iniziate a leggere l’articolo che avete davanti agli occhi, sono passati più o meno tre mesi. E, come abbiamo già visto insieme, il tempo è una dimensione molto importante quando ci occupiamo di gestione delle emozioni.

Ieri, quasi tutti i notiziari hanno aperto riportando un grave fatto di cronaca accaduto nei pressi di San José, in California. Durante una manifestazione estiva dedicata al cibo, il Gilroy Garlic Festival, un ragazzo di 19 anni ha aperto il fuoco sulla folla uccidendo quattro persone, tra cui un bambino di 6 anni, e ferendone un’altra dozzina. I fatti, come sempre accade in queste situazioni, non sono ancora del tutto chiari e molti particolari della vicenda sono in via di definizione; i vari lanci di agenzia riportano comunque che un testimone ha sentito l’attentatore gridare, prima di essere colpito a morte dagli agenti intervenuti sul posto, che «era molto arrabbiato». Il presidente Trump nelle stesse ore ha twittato: «Chi ha sparato non è ancora stato fermato. State attenti!».

Al di là del fatto specifico che, per la sua gravità, il gesto non è paragonabile a tante altre situazioni apparentemente più normali nelle quali esplode la rabbia, sono molti invece gli elementi interessanti sui quali riflettere per elaborare un percorso finalizzato a una gestione consapevole di tale emozione. La rabbia è un’emozione molto temuta per le reazioni incontrollate che può generare e per questo percepita quasi sempre in modo negativo. Può essere estremamente distruttiva poiché altera la capacità dell’individuo di elaborare le informazioni e di esercitare un controllo cognitivo sul proprio comportamento. Un individuo arrabbiato perde lucidità, cautela e buon senso, non a caso viene descritto come «accecato dalla rabbia», e questo comportamento si rivela spesso fortemente contagioso, condizionando anche le reazioni delle persone indirettamente coinvolte.

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Questo articolo è di Diego Ingrassia ed è presente nel numero 276 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto