La dipendenza come soluzione:

un paradosso possibile?

Qualche volta contrarre una dipendenza costituisce un tentativo di via d’uscita da un’impasse. Salvo restare incastrati in quella che doveva essere la soluzione.

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La gente pensa che si tratti di miseria, disperazione, morte. Ma, quello che la gente dimentica è quanto sia piacevole, sennò noi non lo faremmo. In fondo, non siamo mica stupidi! Almeno non fino a questo punto». Così afferma Mark Renton, detto Rent, sulla tossicodipendenza, nel film Trainspotting di Danny Boyle, del 1996. Si tratta di un’asserzione spiazzante, scomoda, con la quale conviene però fare i conti. Già, perché l’uomo, come ogni altro mammifero presente sul pianeta, è una crea-tura conservativa, con un’identità precisa edificata attorno all’istinto di sopravvivenza. Cosa può spingere, quindi, un essere umano verso una condotta certificata come autodistruttiva, annientante, letale? (CONTINUA...)

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Questo articolo è di Ferdinando Salamino ed è presente nel numero 273 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto