Silvia Bonino

Il sesso al tempo delle mele e della pubblicità

La precocità dell’attività sessuale, che oggi caratterizza molti adolescenti, spesso si realizza in assenza delle necessarie competenze personali e relazionali.

Nelle società semplici l’adolescenza come periodo a sé stante non esiste, o è di durata molto ridotta, poiché in esse lo sviluppo puberale è seguito da un rapido inserimento nel mondo adulto, attraverso il matrimonio e il lavoro. Nelle società complesse, come la nostra, è invece necessario un lungo periodo di formazione e scolarizzazione. Gli adolescenti vivono di conseguenza una fase di sospensione, la cui conclusione ha oggi tempi molto incerti e ritardati, mentre l’inizio è segnato dalla maturazione puberale, più rapida e precoce nelle ragazze.

Il sesso al tempo delle mele

Le trasformazioni ormonali, che hanno mostrato negli ultimi anni la tendenza all’anticipo, portano al pieno sviluppo dei caratteri sessuali primari e secondari caratteristici dei maschi e delle femmine, e danno l’avvio alla capacità riproduttiva specifica di ciascun sesso. La maturazione fisiologica suscita un particolare interesse per il proprio corpo, da cui provengono sensazioni nuove, e una spiccata curiosità per il sesso. Allo stesso tempo, anche le relazioni sociali cambiano, poiché gli altri – adulti e coetanei – si comportano in modo diverso nei confronti di chi visibilmente non è più bambino. Per queste ragioni la maturazione sessuale ha conseguenze importanti sia per l’adolescente che per l’ambiente sociale in cui vive.

LA SINDROME LOLITA

Riguardo all’inizio dell’attività sessuale si è venuta a creare negli ultimi decenni una situazione particolarmente contraddittoria. L’ingresso posticipato nell’età adulta è stato accompagnato dalla pressione opposta ad anticiparne i comportamenti. Questo incoraggiamento è motivato da ragioni economiche, cioè dall’esigenza del mercato di ampliare il numero delle persone cui vendere i propri prodotti, facendo leva sul normale desiderio degli adolescenti di apparire ormai “grandi”. Oggi questa spinta non risparmia nemmeno l’infanzia e la fanciullezza, e porta a quella che è stata definita la “sindrome Lolita” (Oliverio Ferraris, 2008). In concreto, la pubblicità ha fatto leva sullo sviluppo puberale e sull’interesse adolescenziale per la sessualità aumentando i messaggi di sessualizzazione, soprattutto della donna, e in generale l’esposizione a stimoli sessuali. L’associazione tra questi ultimi e i prodotti ha portato alla diffusione di messaggi definibili come “pornosoft”, frequenti e ormai socialmente accettati per propagandare le merci più diverse.

Anche la facilità di fruizione della pornografia grazie a Internet, enormemente aumentata negli ultimi anni, ha contribuito all’aumento dell’esposizione agli stimoli sessuali e all’anticipazione dei comportamenti adulti. Molti adolescenti, e anche preadolescenti, sono così passati da un graduale accostamento alla sessualità e agli affetti, in cui esplorare le proprie capacità di relazione, al diretto coinvolgimento nell’attività sessuale e in rapporti sessuali completi.

I dati provenienti dalla rete di ricerca HBSC (Health Behavior in School-aged Children), su studenti da 11 a 15 anni, confermano la tendenza a un inizio precoce dell’attività sessuale. In Italia a 15 anni circa il 26% dei ragazzi e il 22% delle ragazze ha già avuti rapporti sessuali completi. Queste percentuali sono lievemente inferiori a quelle europee, dove l’età di inizio si attesta in media a poco più di 14 anni, con una significativa diminuzione nell’ultimo decennio.

MATURAZIONE NEUROLOGICA

Nello stesso tempo, la maggiore precocità di inizio dell’attività sessuale si è accompagnata alla tendenza contraria riguardo allo sviluppo di quelle competenze individuali e relazionali che sono ritenute necessarie per vivere una sessualità senza rischi. A questo proposito, in genere, si mette l’accento sui pericoli fisici dell’attività sessuale precoce. Questa infatti – quando è priva di precise precauzioni – può esporre a malattie specifiche, definite per l’appunto sessualmente trasmissibili. Ma anche le conseguenze sul benessere psicologico sono rilevanti. Per esempio, in assenza di specifici mezzi anticoncezionali, l’attività sessuale può portare al concepimento di una nuova vita, influendo in modo decisivo sul benessere fisico e psicologico non solo presente ma anche futuro: la gravidanza precoce ha conseguenze negative a lungo termine per le ragazze, in termini di minore scolarità e inserimento lavorativo adulto. (continua...)

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Questo articolo è di ed è presente nel numero 252 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui