Il reclutamento online visto con gli occhi del candidato

Le procedure di selezione del personale sul web stanno diventando una realtà diffusa anche in Italia. Vediamo alcune criticità da correggere, soprattutto in merito alla impersonalità di un metodo del genere.

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«Sono laureato in Scienze politiche da quasi due anni e purtroppo ho fatto solo dei lavoretti di pochi mesi. Ma non mi perdo d’animo: ho inviato già qualche decina di miei CV per e-mail o tramite il web. È difficile fare colloqui e so che soprattutto le grandi aziende usano questi sistemi elettronici per selezionare le persone. Accumulano tante richieste, ti chiedono tante informazioni sulle esperienze fatte, ma poi che succede? Saranno analizzate e valutate con cura le mie caratteristiche e richieste? Spesso ho ricevuto qualche risposta (negativa) solo a distanza di varie settimane. Capisco che siamo in tanti, ma questo modo di fare non aiuta, anzi fa perdere la pazienza e la voglia di continuare... mi sembra ingiusto non poter mostrare per bene quello che saprei fare».

In effetti, negli ultimi anni le pratiche di reclutamento (e in parte quelle di selezione) stanno radicalmente cambiando: da attività periodiche, svolte soltanto quando c’è bisogno di personale, a processi continui di raccolta di informazioni su candidati potenziali; da attività comunicative localizzate in una certa area geografica a iniziative di marketing che intendono ampliare a tutto il mondo la platea di possibili candidati. (...)

 

 

Questo articolo è di Guido Sarchielli ed è presente nel numero 266 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto