Il potere dell'amore

Amore ed erotismo sono da sempre considerati due potenti indicatori della nostra personalità. Il diverso modo di viverli va dunque di pari passo con i cambiamenti di ruolo e immagine dell'uomo e della donna. 

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Da sempre, in ogni epoca, in ogni tempo e soprattutto in differenti civiltà i concetti di “amore” e di “erotismo” hanno avuto un ruolo preponderante nella definizione dell’identità degli esseri umani. Identità intesa come espressione del proprio esistere, di una certa individualità, dove ognuno attraverso le proprie intuizioni e la consapevolezza dei propri vissuti esperienziali ha dato voce alle diverse espressioni del piacere.

Presso gli antichi greci e romani l’eros era visto come “trasformativo”, nel senso che il sentirsi innamorati poneva l’accento sull’esperienza creativa e costruttiva dell’individuo, aprendone orizzonti emotivamente importanti e cognitivamente edificanti. L’eros, come afferma anche Platone nel Simposio, oltrepassa la pulsione tipicamente biologica e procreativa: appartiene a una forza impossibile da placare, che unisce l’umano con il divino.

Oggi l’eros, la passione, la sessualità, l’amore sono inquadrati troppe volte nella riduttiva espressione "funzione biologico-procreativa". L'esperienza del piacere genitale invade lo spazio della mente di molti, che omettono il vero significato del piacere ed escludono la possibile integrazione fra la sensorialità data dalla stimolazione genitale e quella sperimentata a livello emotivo. Una sensorialità che nasce dalla “pancia” e si trasforma in energia vitale invadendo prepotentemente la mente e solo in seguito il corpo. (...)

Questo testo è tratto dall'articolo di Fabrizio Quattrini
presente nel numero 263 della rivista.
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