Il linguaggio segreto delle emozioni

Anche se si manifestano con i medesimi muscoli facciali, le emozioni variano da individuo a individuo e attivano reazioni differenti. Per esempio, una scena violenta può suscitare rabbia o paura.

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"Il cuore ha ragioni che la ragione non conosce" è un celebre aforisma di Blaise Pascal, che riassume in poche parole il ruolo e l'importanza dell'intelligenza emotiva con tre secoli di anticipo sui lavori di Salovey e Mayer, ai quali solitamente si fa riferimento quando si parla dell'introduzione di questo concetto nel dibattito scientifico. 

Daniel Goleman sembra essere perfettamente in sintonia con il pensiero di Pascal quando, all'inizio del primo capitolo del suo libro Emotional Intelligence, del 1995, ci racconta gli ultimi disparati istanti di vita di Gary e Mary Jane Chauncey, una coppia di genitori che attraverso il loro sacrificio riescono a mettere in salvo la figlia Andrea, mentre il treno nel quale viaggiavano stava affondando nelle acque di un fiume della Louisiana. 

Un gesto irrazionale, visto da una prospettiva puramente intellettuale, ma che - afferma Goleman - ci aiuta a capire il ruolo fondamentale che la nostra evoluzione ha assegnato alle emozioni.

INTERPRETARE LE EMOZIONI

Ma quanto siamo consapevoli delle nostre emozioni? Proviamo a partire da un semplice esempio: stiamo scherzando con un nostro amico senza prestare particolare attenzione a quanto diciamo, consapevoli che il livello di confidenza che abbiamo ci permetta di essere diretti, ironici e sinceri.

Ci lasciamo andare a battute colorite e sarcastiche, sicuri che lui non si offenderà, o almeno così crediamo, perché il nostro amico, invece, all’improvviso ammutolisce. Svaniscono i sorrisi e il suo volto cambia rapidamente: abbassa e unisce le sopracciglia, le labbra si assottigliano e ruotano verso l’interno, ci guarda fissamente negli occhi. Le sue braccia e il suo busto si immobilizzano. Un brivido ci corre lungo la schiena, e tutt’a un tratto proviamo un immotivato e incomprensibile disagio: una tensione palpabile, come se una misteriosa energia negativa stesse ora rovinando l’armonia che esisteva tra noi.

Un attento osservatore, addestrato a riconoscere le microespressioni facciali e gli altri elementi di comunicazione non verbale, guardando dall’esterno questa scena comprenderebbe subito il significato di quella situazione in rapida evoluzione. (CONTINUA SULLA RIVISTA...)

Questo testo è tratto dall'articolo di Diego Ingrassia
presente nel numero 262 della rivista.
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