Gestire le emozioni nelle emergenze

Informazioni e dati significativi su persone o eventi per noi particolarmente interessanti li possiamo desumere attraverso un’attenta analisi della comunicazione e delle emozioni. Di qui l’importanza di saperle interpretare in maniera corretta e tempestiva.

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Tardo pomeriggio. Siete al tavolo di un bar, nell’area esterna, in compagnia di alcuni vostri amici. Un aperitivo come un altro, sereno, all’insegna della goliardia e del divertimento. Improvvisamente udite alcune sirene in lontananza, in rapido avvicinamento nella vostra direzione. Il suono ora si fa assordante. Si sono fermati vicino a dove vi trovate, ma non vedete ancora nulla: non distinguete, quindi, se siano giunte autovetture di Carabinieri o Polizia, se siano i Vigili del Fuoco, oppure un’ambulanza.

«Ma che succede?» vi chiedete perplessi. La situazione è anomala, e l’intermittente suono d’allarme che udite vi rende immediatamente vigili, attenti, focalizzati. Vi irrigidite sulla sedia, ammutolendo per pochi istanti, in un misto tra curiosità e apprensione. L’attenzione viene convogliata in maniera esclusiva. Tutto accade in modo automatico, le emozioni prendono il sopravvento. Perché avviene questo?

Il corpo umano è una macchina biologica altamente intelligente. Risponde all’ambiente in maniera adattiva, per proteggersi e quindi sopravvivere. Quando siamo sottoposti a un forte stress ambientale, troviamo nelle risposte del sistema nervoso autonomo simpatico ogni risorsa energetica utile a fronteggiare un eventuale pericolo: il battito cardiaco accelera, la frequenza del respiro aumenta per favorire un apporto extra di ossigeno, e di conseguenza i muscoli sono pronti all’azione.

Il tutto è rapidissimo, esplosivo, perfettamente coordinato. Neurotrasmettitori e ormoni attivano in simultanea il nostro corpo. Siamo pronti a reagire. (CONTINUA SULLA RIVISTA...)

Questo testo è tratto dall'articolo di Diego Ingrassia
presente nel numero 261 della rivista.
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