Gestione delle emozioni: la felicità

Niente di più sbagliato del pensare che la felicità sia un’emozione ottusa, priva di nuance e chiaroscuri. Come ci ha dimostrato Paul Ekman.

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Nel penultimo numero della rubrica abbiamo affrontato il tema della gestione della tristezza: sarebbe facile liquidare la felicità, banalmente, come il suo contrario, in realtà studi recenti ci inducono a gettare uno sguardo molto più ampio su questa emozione. In particolare, alcuni ricercatori della Ohio State University hanno recentemente pubblicato uno studio su IEEE Transactions on Affective Computing basato sull’analisi di 7.2 milioni di immagini, nell’ambito del quale hanno scoperto che è proprio la felicità ad avere più espressioni facciali rispetto alle altre emozioni: per la precisione, 17. Questa ricerca pare smentire completamente un famoso incipit di un gigante della letteratura come Tolstoj, che in apertura di Anna Karenina scriveva: «Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo». A noi non interessa smentire il grande scrittore, che attraverso quelle parole intendeva probabilmente raccontare altro; l’esempio tuttavia ci può essere utile per iniziare a guardare con occhi diversi un’emozione che per via dell’alone sdolcinato che la circonda viene spesso banalizzata. 

Un accenno a questo rischio lo abbiamo fatto nell’articolo dedicato alla gestione della tristezza, parlando del “manager della felicità”. Una figura professionale creata non a caso negli Stati Uniti, un Paese che ha inserito nel suo atto fondativo – la dichiarazione d’Indipendenza del 1776 – il perseguimento della felicità come un diritto inalienabile di ogni essere umano. Il rischio potenziale di tali operazioni, a un primo sguardo soltanto positive, è l’illusione di poter rendere permanente uno stato che per sua natura è transitorio, esponendoci paradossalmente, in tal modo, a una possibile infelicità.

 

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Questo articolo è di Diego Ingrassia ed è presente nel numero 277 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto