Fabrizio De André, uno psicologo honoris causa

Perché De André è un cantante così amato anche dalle nuove generazioni? per l’universalità della sua musica, certo, ma anche per tre preziose doti psicologiche.

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Fabrizio De André è universalmente riconosciuto come il più grande cantautore italiano. Non solo per le sue canzoni, impareggiabili sintesi di musica e poesia, ma anche per la sua eredità culturale: molti artisti, tra cui Francesco De Gregori e Vasco Rossi, hanno iniziato la carriera proprio per emulare il Faber; ogni anno le iniziative per ricordare il maestro scomparso sono seguite con passione; inoltre i giovani di oggi continuano a vederlo come un “mostro sacro”, a conoscere e cantare le sue canzoni (dunque, no, i giovani non sentono solo rap: in alcune playlist di ragazzi ho trovato, con piacere, brani come La canzone dell’amore perduto).

Una parola: relazione. Il Faber, con i suoi versi, con la sua voce calda, riesce a creare una relazione tra sé e l’ascoltatore che trascende il tempo e parla alla nostra psiche. 

Nel campo della psicologia e della psicoterapia, secondo le ultime ricerche scientifiche, è proprio la relazione il fattore che determina i cambiamenti: quando un paziente si reca in un setting clinico è la relazione che si instaura tra lui e il professionista della salute a farlo uscire dagli abissi della psicopatologia e ad avvicinarlo alla crescita personale. Ecco il parallelismo: come un bravo psicoterapeuta che crea e gestisce una relazione ottimale con il paziente per la buona riuscita del percorso di “cura”, così De André sviluppa con l’ascoltatore un legame saldo, empatico, schietto per lo sviluppo di importanti consapevolezze esistenziali. Egli prima crea un rapporto con la tua “anima”, ti fa sentire, allo stesso tempo, capito e affascinato, poi ti propone il suo punto di vista sulla vita: a volte duro, a volte amaro, ma sempre utile e illuminante. 

Per sottolineare questo parallelismo tra De André e psicologia vediamo come nelle canzoni di Fabrizio possiamo ritrovare le 3 condizioni fondamentali di Carl Rogers. Secondo Rogers, padre dell’approccio centrato sulla persona nonché uno degli psicologi più influenti della storia, affinché la relazione d’aiuto abbia successo e si crei il clima di fiducia necessario alla persona per arrivare a una chiarificazione e accettazione dei propri vissuti emotivi, lo psicologo deve rispettare 3 requisiti fondamentali
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Questo articolo è di Romeo Lippi ed è presente nel numero 273 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto