Esigenze educative in adolescenza

Un lucido quadro sugli adolescenti di oggi, in gran parte narcisisti assecondati dai genitori, alla ricerca di obiettivi vani e di conferme virtuali. Di fronte a loro, adulti alle prese con una difficile ridefinizione dei propri luoghi educativi.

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L' adolescenza in sé rappresenta una nuova partita educativa, affettiva e relazionale che genitori, insegnanti e più in generale tutti gli adulti che hanno a che fare con i ragazzi devono giocare nello svolgimento del loro difficile compito. Non si tratta di una partita qualunque, ma di un match decisivo che pone le basi per lo sviluppo del futuro dei giovani. Il campo non è facile, non si gioca in casa, ma con dei nuovi individui, alle prese con la costruzione dell’autonomia e con l’urgente bisogno di soggettivarsi, di dar voce alla propria verità di individui unici e diversi dal passato, non più confrontabili con l’immagine del bambino fino a quel momento conosciuto. Si tratta di un nuovo soggetto, che fa perdere le tracce del bambino che fino a poco tempo prima rallegrava lo sguardo degli adulti e non poneva questioni educative urgenti.

La metafora della partita richiama i temi della competizione, della tensione, del conflitto, del fare a gara a chi vince, e rende bene l’idea di come molto spesso l’adolescenza ponga adulti e ragazzi schierati gli uni contro gli altri, ciascuno armato per combattere la propria partita. Le novità indotte dai compiti evolutivi specifici di questa fase del ciclo di vita irrompono fisiologicamente nella mente dell’adolescente, così come nella sua camera, nel suo look, nel suo corpo e nel rapporto che instaura con i genitori, con la scuola, con gli amici, in tutti i contesti, le scelte e i personaggi che accompagnano la sua crescita.

L’adolescente incontra per la prima volta la possibilità di prendere decisioni sul proprio destino e costringe gli adulti a una revisione di ciò che nel recente passato scandiva le regole educative e il galateo relazionale fra le generazioni. Nuove esigenze educative irrompono quindi naturalmente sulla scena affettiva familiare, scolastica e sociale, quando arriva l’adolescenza. È così dalla notte dei tempi, e il conflitto è stato affrontato in modo più o meno “armato” a seconda del periodo storico. (CONTINUA SULLA RIVISTA...)

 

 

Questo testo è tratto dall'articolo di Loredana Cirillo
presente nel numero 261 della rivista.
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