Crescita personale e futuro

Oggi che ci troviamo davvero alle prese con l’intelligenza artificiale e con molti di quegli scenari tecnologici che fino a pochi anni fa ci sembravano fantascienza, possiamo scegliere di starne alla larga o di usarli. Magari con cautela.

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Quando da ragazzo leggevo fantascienza non avrei mai immaginato che un giorno gli umani avrebbero davvero avuto il problema di interfacciarsi con un altro tipo di intelligenza, quella artificiale. E invece ci siamo proprio nel mezzo; anche se molte persone cercano di far finta di nulla, siamo proprio nel bel mezzo di un’èra caratterizzata dall’intelligenza artificiale.

Così come la diagnostica per immagine (macchine che consentono di guardare dentro il corpo umano, come con la risonanza magnetica) ha radicalmente cambiato la medicina, è possibile che tali tecnologie cambino anche la psicologia e di conseguenza la crescita personale? Secondo il mio modesto parere, assolutamente sì.

Già oggi non esiste un testo di crescita personale moderna che non contenga riferimenti alle neuroscienze, cioè a quella branca multidisciplinare che usa la tecnologia come mezzo di indagine principale. 

In realtà, tutto il metodo scientifico si è evoluto grazie alle innovazioni e alle scoperte tecnologiche. Basti solo pensare al cannocchiale di Galileo o al microscopio. Questi mezzi hanno creato nuovi modi di “rappresentare la realtà” consentendoci di fare enormi passi in avanti. Il nostro mondo si dota ogni giorno di nuovi “artefatti cognitivi”, strumenti che ci facilitano determinate operazioni mentali. Dalla semplice calcolatrice al calendario digitale, dalle applicazioni che ci aiutano a tener traccia dei nostri risultati in palestra ai videogiochi che facilitano l’apprendimento delle lingue.

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Questo articolo è di Gennaro Romagnoli ed è presente nel numero 267 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto