Capricci dei bambini: consigli per i genitori su come gestirli

Gestire i capricci dei bambini è uno dei problemi più diffusi tra i genitori. Come fare a gestirli in casa e nei luoghi affollati? Lo abbiamo chiesto alla Prof.ssa Silvia Bonino, membro del comitato scientifico di Psicologia contemporanea e professore onorario di Psicologia dello sviluppo all'Università di Torino.

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È un problema che i genitori pongono molto spesso. Per questa situazione bisogna un po' allargare il campo, cioè non limitarsi al capriccio, ma cercare di capire il quadro generale, come è organizzata la vita della famiglia e quali regole ci sono, solo allora si vedrà che, per prevenire o ridurre queste situazioni, bisogna lavorare ad ampio raggio. 

Cerchiamo di capire che cosa intendiamo per capricci: i bambini, a partire dai tre anni, cercano di mettere alla prova se stessi. Questa è una fase evolutiva importante in cui cercano anche di mettere alla prova l'adulto, di vedere fino a che punto l'adulto resiste al loro volere, cercando di imporre la loro volontà. È un momento di crescita molto normale di affermazione di sé, quindi è fisiologico da un punto di vista psicologico. 

I capricci si possono ridurre se si danno spazi di autonomia al bambino, spazi di autoaffermazione. Un bambino che ha dei momenti in cui può affermare se stesso, fare delle cose autonomamente, ha meno bisogno di opporsi. Questo non vuol dire che non lo farà mai, ma ne avrà meno bisogno. 

Inoltre, bisogna chiedersi, e qui gli adulti devono proprio riflettere, i genitori, ma anche i nonni, chi sta molto con i bambini, devono chiedersi quali sono le regole di comportamento che vogliono dare ai propri figli. Questo è un momento di crescita anche per la famiglia, perché l'adulto si renderà conto che ci sono delle cose meno importanti, delle cose meno rilevanti sulle quali si può lasciar perdere e invece altre cose su cui è importante avere delle regole chiare. 

Le regole devono essere poche ma rilevanti, poche ma fatte rispettare, e questa coerenza è determinante sia per i bambini che per i genitori, perché mette al riparo tutti da reazioni emotive incontrollate. 

Pensiamo al genitore che in un momento accetta una cosa, e in un altro momento, perché magari è stanco, non la accetta. In questo modo mette in difficoltà il bambino che non capisce più cosa può fare e cosa non può fare.

Quindi, ricapitolando, ci sono due modi per ridurre i capricci: 

  1. dare spazio di autonomia 
  2. chiarirsi su quali sono le regole e farle rispettare, farle rispettare sempre, anche quando il bambino si scompone o reagisce male. Questo è un momento prezioso che lo aiuta a crescere, capire i suoi limiti, capire chi è.

Quando poi ci si trova di fronte la situazione concreta, quello che è importante dare come messaggio è che l'adulto non senta di rinunciare alla regola solo perché il bambino fa una sceneggiata, perché se passa questo messaggio, il bambino che cosa impara? Impara che di fronte a un suo desiderio, di fronte a un'opposizione dell'adulto, l'unica cosa da fare è fare una grande sceneggiata. 

Questo non lo aiuta a crescere, perché non è una maniera normale di esprimersi tra persone, quando c'è un problema tra persone, ci si parla, e si cerca di dire qual è la cosa che dà fastidio, la cosa che fa soffrire, che crea difficoltà. 

Soprattutto nelle situazioni pubbliche, questo può portare ulteriori disagi, perché l'adulto può avere paura di apparire troppo severo, o che magari qualcun altro intervenga dicendo la sua. 

È necessario avere una certa fermezza e chiarezza rispetto alle regole. Con calma, quando il bambino riuscirà a esprimersi senza urla, bisogna invitarlo a dire cosa gli dà così fastidio e, insieme, si troveranno insieme delle soluzioni. 

Il messaggio da dare è che di fronte a un problema, a un’opposizione ci sono delle strade, e queste strade si trovano quando si parla.