Autostima, autoinganni e pie illusioni

Talvolta lottare per diventare chi vogliamo cede il passo al fingersi chi non siamo. Una menzogna per convincere noi stessi, oltre agli altri.

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Pochi sono i termini, all’interno della moderna psicologia, così frequentemente usati quanto quello di “autostima”; troppo spesso tale costrutto, indicante una conquista da realizzare attraverso la concreta esperienza, fatta di sudore, lacrime e sangue, viene considerato una condicio sine qua non delle prestazioni personali e persino della felicità. Questo evidente rovesciamento del naturale processo di acquisizione di fiducia nelle proprie risorse personali rende l’autostima una qualità non frutto di esperienze di successo, ma di ciò che dovrebbe produrle; pertanto vengono proposte “promettenti” metodiche per costruire l’autostima, dai training di assertività comportamentale a workshop e percorsi condotti da motivatori, all’ormai onnipresente mindfulness, fino al sottoporsi a massacranti prove di sopravvivenza o ultramaratone, il tutto per imparare a credere in sé stessi.

 

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Questo articolo è di Giorgio Nardone ed è presente nel numero 276 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto