Asocial media

Quali possono essere gli effetti di un uso massiccio di strumenti di relazione virtuali? Abituarsi a sostituire rapporti reali con rapporti impalpabili, perdendo piano piano l'attitudine a condividere la complessità dell'altro e a immedesimarsi con lui.

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Negli ultimi decenni la tecnologia ha messo a disposizione sempre più strumenti che consentono agli esseri umani di comunicare a distanza. A partire dal telefono fino a Internet e alle sue svariate applicazioni, uomini e donne hanno approfittato in modo crescente della possibilità di essere connessi con i propri simili anche quando la distanza rende impossibile il contatto fisico.

Il favore con cui sono state accolte le più recenti applicazioni tecnologiche non stupisce, se si considera la natura intimamente sociale degli esseri umani. Poter essere in contatto con gli altri, sia individualmente sia attraverso gruppi virtuali, risponde alla grande inclinazione alla socialità che è, insieme al pensiero, la caratteristica peculiare della nostra specie: una peculiarità che è stata prontamente sfruttata ai propri fini dall’industria del settore. Le forme di relazione virtuale possono essere diverse e vanno dalla condivisione di testi scritti a quella della voce o di video, mentre si stanno affacciando sul mercato dispositivi che tentano di riprodurre anche sensazioni tattili: ne è un esempio Kissinger, applicazione che cerca di replicare a distanza, con un’apposita protesi al silicone, le sensazioni date da un bacio.

L’entusiasmo per l’uso di questi nuovi strumenti, che promettono un grande ampliamento della nostra rete sociale, non deve però farci dimenticare che non di interazioni reali si tratta, ma solo di rapporti virtuali.(...)

Questo testo è tratto dall'articolo di Silvia Bonino
presente nel numero 263 della rivista.
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