Anche in amore, meglio avere un piano B

Per i “millennials”, ossia i nati tra gli anni Ottanta e i primi anni Duemila, avere un piano B in amore è sempre più frequente: che siano single o impegnati in relazioni sentimentali, i ragazzi mantengono i contatti attraverso i social con più partner potenziali, da “togliere dal cassetto” qualora ce ne sia bisogno.

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Il recente studio coordinato da Jayson L. Dibble definisce questi partner potenziali “back burner” (letteralmente, “in secondo piano”), espressione che indica le persone ­– conoscenti, amici o ex partner – con cui si mantengono forme di comunicazione, spesso sporadiche, per avere un’eventuale relazione romantica o sessuale in futuro.

Si tratta di una forma di relazione virtuale tendente a svilupparsi prevalentemente attraverso messaggi e chat sui social, che serve a conservare nel tempo il rapporto, così da garantirsi diverse opportunità di eventuali relazioni romantiche e/o sessuali o “tenersi aperta la porta” con potenziali partner, qualora la relazione attuale finisca.

Perché possa essere definito tale, i ricercatori sottolineano che un back burner dev’essere consapevole del suo ruolo, ossia di essere solo uno tra altri possibili partner, un “amico nel cassetto”.

Nell’intervistare 658 studenti universitari in merito alla loro comunicazione digitale, all’essere o meno impegnati in una relazione e al numero di back burner con cui mantengono i contatti, gli studiosi hanno rilevato che il 72.9% dei ragazzi dichiara di avere almeno 1 back burner, e, di questi, il 56% è impegnato in una relazione stabile.

Dai dati è emerso che non vi è differenza nel numero di back burner tra chi è single e chi è in coppia: in media, i primi ne hanno 6 e i secondi 5, ma si distinguono in base alla frequenza con cui coltivano questi rapporti, che è maggiore per i single.

Inoltre, sono i ragazzi, rispetto alle ragazze, a usare maggiormente questa modalità e a impiegare strategie che mantengano nel tempo la relazione virtuale. Sia le ragazze che i ragazzi usano strategie positive di condivisione e apertura con i propri back burner, ma i maschi utilizzano maggiormente forme di comunicazione “rassicuranti” e i single adottano strategie più positive con maggior frequenza.

Contrariamente a quanto atteso, i ricercatori non hanno trovato alcuna associazione tra insoddisfazione nella propria relazione di coppia e back burner, e affermano che la ricerca dovrà essere approfondita per comprendere tale dinamica e per capire se il fenomeno è presente anche tra gli adulti, oltre a raccogliere dati sul tipo di contenuti scambiati con i back burner.

Come concludono gli studiosi, conoscere le nuove dinamiche che si generano tra partner nell’era digitale può aiutare le persone a creare relazioni di coppia soddisfacenti e appaganti; senz’altro, ci dice che il ruolo della tecnologia ha un impatto sempre maggiore e spesso non prevedibile sulle nostre vite.

 

J. L. Dibble, N. M. Punyanunt-Carter, M. Drouin (2018), «Maintaining relationship alternatives electronically: Positive relationship maintenance in back burner relationships», Communication Research Reports, https://doi.org/10.1080/08824096.2018.1425985 

Questo articolo è di Paola A. Sacchetti ed è presente nel numero 269 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto