Alienazione genitoriale: mito o realtà?

Una dinamica diffusa ai nostri giorni, quella della Parental Alienation Syndrome: convincere il figlio della negatività o comunque inaffidabilità dell’altro genitore, allontanandolo quindi da lui.

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Negli anni Ottanta del secolo scorso Richard Gardner descrisse la PAS, Parental Alienation Syndrome, caratterizzandola come disturbo psicopatologico che insorge in età evolutiva all’interno di conflitti giuridici implicanti l’affidamento dei figli. Gli elementi fondanti della PAS sono un processo d’indottrinamento (definito programmazione, anche se spesso non consapevole) del figlio da parte di uno dei genitori (alienante) che induce sentimenti negativi ai danni dell’altro, e l’allineamento acritico, per nulla ambivalente e intimamente convinto del figlio – che si presenta come “pensatore indipendente” – contro il genitore connotato negativamente.

Questa animosità si trasferisce di solito anche sulla famiglia del genitore alienato. Certamente esistono situazioni relazionali genitori-bambino che producono gli effetti descritti nella PAS. Da tempo sono noti gli esiti deleteri del coinvolgimento, nei conflitti di coppia, dei figli minorenni: essi di frequente sono arruolati come alleati nella guerra contro l’altro coniuge e finiscono col trovarsi al centro di conflitti di lealtà e aperte strumentalizzazioni.

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Questo articolo è di Santo Di Nuovo ed è presente nel numero 267 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto